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Il Magistrato alle Acque di Venezia
Il Magistrato alle Acque di Venezia (MAV), erede di uno storico ufficio del governo della Serenissima, è un istituto periferico del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Istituito nel 1907, attualmente si occupa della gestione, della sicurezza e della tutela idraulica nelle lagune di Venezia, Marano e Grado e, in alcune tratte, dei fiumi Tagliamento, Livenza e del torrente Judrio.

La carica di Presidente del Magistrato alle Acque è ricoperta dal Dott.Arch. Ciriaco D’Alessio che presiede anche al Provveditorato Interregionale alle Opere Pubbliche per il Veneto, Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia.

Nel Compartimento del Magistrato alle Acque di Venezia ricadono le lagune di Venezia, Marano e Grado e residue competenze in materia idraulica lungo le tratte dei Fiumi Livenza, Tagliamento e Judrio.
Quale Provveditorato Interregionale alle Opere Pubbliche il compartimento di competenza è stato territorialmente suddiviso in quattordici aree e ognuna di esse fa capo a un ufficio periferico che viene denominato Genio Civile nelle regioni a statuto speciale e Nucleo Operativo del Magistrato alle Acque nelle regioni a statuto ordinario.

Nel territorio della laguna di Venezia, il MAV svolge un ruolo decisivo per quanto riguarda le attività di salvaguardia di competenza dello Stato che vengono realizzate dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti - Magistrato alle Acque di Venezia tramite il Consorzio Venezia Nuova. Gli obiettivi delle attività sono definiti in un Piano generale degli interventi formulato sulla base degli indirizzi del "Comitato ex art. 4 legge speciale 798/84" ed è il risultato dei confronti, degli studi, delle progettazioni generali con i quali sono state considerate le diverse alternative ed è stata valutata la fattibilità delle opere e la loro compatibilità ambientale.

Le leggi costitutive
Le norme che hanno determinato l’istituzione del Magistrato alle Acque di Venezia sono le seguenti, è disponibile il testo per la consultazione:

La struttura organizzativa
Il Magistrato alle Acque di Venezia è suddiviso in diversi Uffici di competenza che possono avere, al loro interno, una ulteriore ripartizione in funzione degli obiettivi delle attività.

       
1897-1901 Carta topografica idrografica della laguna Briccola per la segnalazione dei canali lagunari Territorio dell'entroterra Ambiente lagunare
 

Cenni storici
La storia del Magistrato alle Acque di Venezia contribuisce a documentare il complesso e graduale affermarsi nella storia italiana del concetto moderno di gestione del territorio, fondato sull’integrazione di competenze politiche, giuridiche, amministrative e scientifiche.
Il Magistrato alle Acque nasce nel 1501 per far fronte alla gestione amministrativa, giurisdizionale e idraulica del territorio della Serenissima Repubblica di Venezia. La Serenissima ha sempre considerato la tutela della laguna di Venezia come uno degli obiettivi prioritari del proprio governo. Grazie alla laguna, Venezia ha infatti potuto garantire stabilmente la propria identità di Stato politicamente autonomo e ha potuto promuovere un peculiare sviluppo economico, fondato su attività portuali, commerciali e produttive legate all’acqua. Venezia ha quindi affrontato sin dalle origini il compito della gestione delle acque fluviali e lagunari con grande attenzione, subordinando la tutela del territorio di terraferma alla tutela del territorio lagunare.
All’inizio del 1500, si conclude la fase iniziale della storia idraulica veneziana, ancora caratterizzata da provvedimenti amministrativi e da interventi operativi non sistematici. Contestualmente, si apre la fase di sviluppo vero e proprio. Infatti, l’istituzione del Magistrato alle Acque e il pur complesso e lento processo di definizione dei relativi caratteri strutturali segnalano il radicarsi definitivo del concetto di governo del territorio come ambito in cui si compongono in modo complementare saperi e competenze specialistici, oltre ai ruoli e ai compiti rappresentativi dell’assetto politico e amministrativo di uno Stato.
Ecco alcuni interventi significativi: l’estromissione delle foci del Piave, del Bacchiglione e del Brenta dalla laguna e l’allontanamento della foce del Po dal bacino di Chioggia, tra il 1500 e fine del 1600; la conterminazione della laguna, la costruzione dei murazzi lungo il litorale di Pellestrina per la difesa dalle mareggiate, l’apertura di canali per garantire le rotte commerciali, tra il 1600 e la fine del 1700.
In seguito alla caduta della Repubblica nel 1797 e ai contestuali rivolgimenti politici, il Magistrato alle Acque viene soppresso per essere poi ricostituito, nel suo ruolo, durante il primo periodo di dominazione asburgica (1797-1805).
Nel corso della breve parentesi del Regno d’Italia napoleonico (1805-1914), viene istituito il Magistrato Centrale per le Acque (1806) con le stesse caratteristiche dell’antica Istituzione; durante il secondo periodo di dominazione asburgica (1815-1866), la competenza idraulica delle Venezie viene affidata al Consiglio Aulico delle Fabbriche di Vienna.
Il primo periodo di governo del Regno Unito d’Italia, vede l’istituzione della Commissione Reale Lagunare (1866), sostituita da una nuova Commissione (1894) nominata dal Ministro dei Lavori Pubblici.
Infine, con la legge 257, 5 maggio 1907, viene istituito il Magistrato alle Acque per le Province Venete e di Mantova, come organismo periferico del Ministero dei Lavori Pubblici, oggi Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.
La storia della costituzione del Magistrato alle Acque segna l’attenzione crescente delle istituzioni per il regime fluviale oltre che per il regime lagunare veneto e, dopo l’annessione al Regno d’Italia, la sensibilizzazione delle istituzioni verso la creazione di un organismo specifico ed efficiente, formato da un corpo di tecnici e di amministratori con conoscenza profonda dei caratteri e dei problemi del territorio veneto.
La ricostituzione del Magistrato alle Acque nel 1907 segna un ulteriore passo verso il moderno concetto di gestione del territorio, basato su alcuni fondamentali principi: amministrativo (l’autonomia decisionale e operativa dell’Istituto come organismo statale decentrato, nell’ambito della legge vigente); geografico (l’ambito territoriale come sistema complesso di molteplici sistemi e sottosistemi fisici); culturale (la promozione della ricerca scientifica e della conoscenza dello stato evolutivo del territorio attraverso una rete permanente di monitoraggio); organizzativo (la presenza diretta e capillare dell’Istituto sull’intero ambito territoriale attraverso una rete coordinata di organismi operativi periferici).
Il territorio su cui ha operato il Magistrato alle Acque ha compreso le province delle Tre Venezie, parte delle province di Mantova e Brescia, l’argine sinistro del Po, dall’incile del Mincio al mare, i bacini imbriferi dell’Adige, del Brenta, del Piave, dell’Isonzo e dei relativi affluenti, la laguna di Grado e i corsi d’acqua che vi sfociano fino a Monfalcone.

Nel corso degli anni i Presidenti che si sono avvicendati alla guida del Magistrato alle Acque sono:
Dott. Ing. Raimondo Ravà, dal 1907 al 15 marzo 1923
Dott. Ing. Ugo Gioppi, dal 15 marzo 1923 al 30 giugno 1925
Dott. Ing. Giovanni Mauri, dal 1 luglio 1925 al 23 aprile 1926
Dott. Ing. Luigi Miliani, dal 3 giugno 1926 al 30 giugno 1941
Dott. Ing. Massimiliano Tognozzi, dal 1 luglio 1941 al 30 novembre 1943
Dott. Lelio Waldis, dal 1 dicembre 1943 al 30 giugno 1945
Dott. Ing. Massimiliano Tognozzi, dal 1 luglio 1945 al 15 marzo 1946
Dott. Ing. Annibale Palucchini, dal 16 marzo 1946 al 31 agosto 1948
Dott. Ing. Giuseppe Tortarolo, dal 1 settembre 1948 al 16 maggio 1953
Dott. Ing. Giovanni Padoan, dal 15 settembre 1953 al 15 aprile 1956
Dott. Ing. Aldo Rossi, dal 16 aprile 1956 al 10 agosto 1958
Dott. Ing. Torquato Rossini, dal 10 agosto 1958 al 1 febbraio 1961
Dott. Ing. Luigi Pavanello, dal 1 febbraio 1961 al 1 novembre 1963
Dott. Ing. Virginio Baruscotto, dal 1 novembre 1963 al 5 agosto 1965
Dott. Ing. Alberto Bianchi, dal 5 agosto 1965 al 20 luglio 1967
Dott. Ing. Luigi Lancetti, dal 21 luglio 1967 al 28 gennaio 1973
Dott. Ing. Marcello Giusti, dal 2 febbraio 1973 al 14 luglio 1977
Dott. Domenico Cacopardo, dal 1 gennaio 1978 al 24 gennaio 1979
Dott. Ing. Raffaele Ricciardi, dal 25 gennaio 1979 al 26 luglio 1979
Dott. Ing. Marcello Giusti, dal 27 luglio 1979 al 14 marzo 1982
Dott. Ing. Lamberto Sortino, dal 15 marzo 1982 al 23 settembre 1985
Dott. Ing. Mario Toti, dal 24 settembre 1985 al 14 ottobre 1988
Dott. Ing. Alessandro Sbavaglia, dal 15 ottobre 1988 al 22 settembre 1990
Dott. Ing. Felice Setaro, dal 24 settembre 1990 al 30 settembre 1999
Dott. Ing. Patrizio Cuccioletta, dal 1 ottobre 1999 al 30 giugno 2001
Dott. Ing. Maria Giovanna Piva, dal 1 luglio 2001 al 25 luglio 2001, in qualità di facente funzione
Dott. Ing. Maria Giovanna Piva, dal 26 luglio 2001 al 30 settembre 2008
Dott. Ing. Patrizio Cuccioletta, dal 1 ottobre 2008 al 31 ottobre 2011

 
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