intestazione
 
 
 
 

Le attività che il Magistrato alle Acque svolge riguardano diversi aspetti della tutela del patrimonio ambientale del nostro territorio e sono sintetizzabili nelle voci seguenti:

 

La salvaguardia di Venezia e della laguna
La Repubblica italiana definisce il problema della salvaguardia di Venezia e della sua laguna "di preminente interesse nazionale" e il sistema delle opere di salvaguardia è diretto, coordinato e controllato dal Comitato (istituito con l’art. 4 della legge 798/84) presieduto dal Presidente del Consiglio dei Ministri, in cui sono presenti gli enti e le istituzioni competenti, a livello locale e nazionale.

Il Magistrato alle Acque svolge un ruolo determinate nell’ambito delle Leggi Speciali per la Salvaguardia di Venezia, predisponendo e attuando interventi diffusi di ordinaria e straordinaria manutenzione e favorendo l’insediamento di nuove opere (rive, banchinamenti, scavo di canali, segnalamenti, briccole) sui beni demaniali marittimi del bacino lagunare, individuato dal Tracciato di Conterminazione.
Queste attività assieme a quelle relative al restauro conservativo di beni immobili di particolare interesse storico-architettonico, vengono realizzate dalle strutture interne all’Istituto: l’Ispettorato per le Lagune e il Nucleo Operativo di Venezia.

Ma il Magistrato alle Acque, tramite il Consorzio Venezia Nuova, realizza anche l’insieme delle attività finalizzate alla salvaguardia fisica e ambientale di Venezia e della laguna, di competenza dello Stato. Le attività sono coordinate tramite il Piano generale degli interventi che nasce con la legge speciale 139/92 e successivamente integrato, per poi essere definito dal Comitato di coordinamento indirizzo e controllo (stabilito dalla legge 798/84). Il Piano individua le attività necessarie per affrontare i problemi che investono l’ecosistema lagunare, definendo le linee d’azione: difesa dalle acque alte, difesa dalle mareggiate, difesa ambientale che pur restando temi ben distinti, nelle loro applicazioni sono in costante relazione consentendo così la realizzazione del programma di salvaguardia e gestione dell’ambiente più importante che lo Stato abbia mai attuato nel nostro Paese.

   

Difesa dalle acque alte. L’obiettivo posto dalla legislazione per la salvaguardia di Venezia è quello della difesa completa di tutti gli abitati della laguna dalle acque alte di qualunque livello, compresi gli eventi estremi. E’ stato quindi elaborato un sistema integrato di opere (sistema Mose) che comprende le dighe mobili, schiere di paratoie da realizzare alle tre bocche di porto, in grado di isolare la laguna dal mare durante gli eventi di alta marea superiori alla quota prestabilita e una serie di opere fisse, atte ad attenuare i livelli delle maree più frequenti. Queste opere si integrano con interventi di difesa locale dei centri urbani, da tempo in corso di realizzazione, che si attuano rinforzando e "alzando" le aree più basse sull’acqua in modo permanente e compatibile con le condizioni altimetriche, architettoniche e di agibilità. La “collaborazione” tra queste tipologie di opere definisce un sistema di difesa estremamente efficace, in grado di proteggere l’intero territorio lagunare dalle acque alte di qualunque livello, che garantisce la massima flessibilità di gestione, anche rispetto alla quota di difesa del territorio che si intenda adottare, che non ha impatti negativi sulla morfologia, sulla qualità delle acque e sul paesaggio, che consente il mantenimento dell’attività portuale (per approfondimenti: www.salve.it).

Difesa dalle mareggiate. Lo spartiacque tra l’Adriatico e la laguna è definito dai litorali di Jesolo, Cavallino, Lido, Pellestrina, Sottomarina e Isola Verde e si estende per circa 60 km. Primo baluardo della laguna e dei centri abitati dal mare, nel tempo il litorale ha perso la sua funzione difensiva: l’azione di onde e correnti, oltre a una serie di altri fattori quale il generale abbassamento del suolo, hanno progressivamente eroso le spiagge, riducendone l’ampiezza o addirittura cancellandole. Gli abitati più vicini al mare si sono trovati sempre più in condizioni di rischio. Questi problemi sono stati affrontati in un articolato programma di interventi che comprende il rinforzo dei litorali e la ristrutturazione dei moli foranei. Il rinforzo dei litorali, e dei moli foranei, è parte integrante anche del sistema integrato di difesa di Venezia e della sua laguna dagli allagamenti, di cui le dighe mobili rappresentano il cuore. Infatti, in caso di acque alte, la chiusura temporanea delle bocche di porto con le paratoie mobili, si inserisce in un fronte continuo, il litorale, completamente rinforzato e difeso (per approfondimenti: www.salve.it).

Difesa ambientale. Obiettivo degli interventi è contrastare i fenomeni di degrado dell’ecosistema riconducibili ai processi erosivi in atto e all’inquinamento delle acque e dei sedimenti. Per ottenere questo risultato è necessario ripristinare o tutelare gli elementi morfologici tipici della laguna e le fondamentali funzioni idrodinamiche e naturalistiche che essi svolgono e ridurre gli apporti e le sostanze inquinanti. Il programma si articola in interventi di recupero morfologico e interventi per il miglioramento della qualità di acque e sedimenti (per approfondimenti: www.salve.it).

Ulteriori informazioni sulle attività di salvaguardia di competenza dello Stato sono disponibili a Puntolaguna (nelle sedi di Venezia e di Chioggia) che è il punto informativo istituito dal Magistrato alle Acque e curato dall'Ufficio Comunicazione e Relazioni Esterne del Consorzio Venezia Nuova.

Sistema Mose. Bocca di porto di Chioggia
Litorale di Pellestrina
Canali e barene in laguna
 

Il disinquinamento della laguna di Venezia
Il Magistrato alle Acque adempie anche all’attività di prevenzione e di disinquinamento della laguna di Venezia; particolarmente significativa risulta, in questo campo, l’attività dell'Ufficio Tecnico per l'Antinquinamento della laguna di Venezia del Magistrato alle Acque e dei suoi laboratori di analisi.
Tale attività si concretizza:

   
  • nella sorveglianza sull’intera laguna di tutto quanto abbia attinenza con il mantenimento del regime lagunare in termini di tutela delle acque dall’inquinamento;
  • valutazione ed espressione di pareri sulla validità dei trattamenti di depurazione delle acque sia per gli scarichi reflui all’interno della laguna sia per quelli defluenti in mare aperto tramite canali artificiali;
  • verifica delle conformità al progetto degli impianti di depurazione realizzati, con obbligo  di comunicazione all’Autorità Giudiziaria di situazioni di difformità o inadempienza;
  • verifica delle caratteristiche qualitative, ai limiti di legge, dei reflui scaricati nella laguna;
  • rilascio delle  concessioni/autorizzazioni allo scarico dei reflui;
  • esecuzione dei monitoraggi dell’ambiente lagunare;
  • esecuzione di studi finalizzati all’arresto ed inversione del degrado dell’ambiente lagunare.

Per lo svolgimento di tali attività il Magistrato alle Acque è dotato di due moderni laboratori di analisi, ubicati rispettivamente uno a Venezia e l’altro presso il Centro Sperimentale per Modelli Idraulici in località Voltabarozzo (PD), dotati delle più aggiornate strumentazioni tecniche e di personale altamente qualificato. Entrambi i laboratori costituiscono un punto di riferimento anche per le altre Amministrazioni che hanno competenza nella gestione del territorio grazie alla divulgazione dei dati mediante la pubblicazione di periodici rapporti ambientali che, anche per la comunità scientifica nazionale ed internazionale, costituiscono valido strumento per studi e ricerche inerenti i fenomeni chimico-fisici e biologici lagunari.

Messa in sicurezza dei siti inquinati
Laboratorio di analisi chimiche
   
La Vigilanza lagunare
Nell’ambito della propria struttura organizzativa, il Magistrato alle Acque conta un Servizio di Vigilanza Lagunare, che oltre a svolgere attività istruttoria relativa alle concessioni demaniali marittime, verifica e controlla, nell’ambito lagunare (con compiti di polizia giudiziaria), il rispetto
delle norme dettate dal Codice della Navigazione e della Legge 366/63.
Inoltre, la Vigilanza Lagunare del Magistrato alle Acque svolge, di concerto con gli altri Enti istituzionalmente preposti e con le Forze dell’Ordine, attività di prevenzione, contrasto e
repressione del fenomeno del moto ondoso in laguna. 
 

L’idraulica fluviale
A seguito dell’applicazione dei D.lgs 112/98 e 265/2001, le competenze idrauliche fluviali, già esercitate dal Magistrato alle Acque, sono state trasferite alle Regioni Veneto e Friuli Venezia Giulia; tuttavia, in base all’art. 1 del citato D.lgs 265/2001, recante le norme di attuazione dello Statuto speciale della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia per i trasferimenti dei beni appartenenti al demanio idrico e marittimo nonché le funzioni amministrative in materia di risorse idriche e difesa del suolo, sono state escluse da tale trasferimento le seguenti tratte fluviali:

  • Fiume Tagliamento: tratta che delimita il confine di Regione tra Veneto e Friuli e gestita dall’Ufficio periferico del Genio Civile di  Udine;
  • Fiume Livenza: tratta che delimita il confine di Regione tra Veneto e Friuli e gestita dall’Ufficio periferico del Genio Civile di  Pordenone;
  • Torrente Judrio: tratta classificata di prima categoria che delimita il confine di Stato tra Italia e Slovenia e gestita dall’Ufficio periferico del Genio Civile di Gorizia.

A fronte di tali esclusioni e conseguentemente al mantenimento in capo allo Stato di dette tratte fluviali, il Magistrato alle Acque, già preposto alla gestione della materia, continua a esercitare le proprie competenze tramite i propri Uffici periferici del Genio Civile.
L’attività di competenza del Magistrato alle Acque riguarda per lo più lo svolgimento del servizio di piena nonché gli interventi di ordinaria e straordinaria manutenzione delle opere idrauliche e la gestione del sotteso demanio idrico.
Inoltre, per accordi intercorsi con la Regione Friuli Venezia Giulia, il Magistrato alle Acque sta portando a compimento importanti opere idrauliche (Diga di Ravedis sul Torrente Cellina e Scolmatore in galleria Corno-Tagliamento).
Ulteriori interventi in ambito fluviale vengono operati dal Magistrato alle Acque in qualità di “soggetto attuatore” per conto della Regione Friuli Venezia Giulia sempre in base ad accordi di programma.

vai alla home page